GOMME DA NEVE

Più che pneumatici termici è meglio chiamarli pneumatici invernali; l'utilizzo di questo tipo di gomme, che rendono più sicura la guida a basse temperature, specie su fondi stradali scivolosi, è in crescita grazie alle nuove mescole, ed il periodo migliore per montarli è ottobre.

Si riconoscono dal battistrada che presenta particolari tasselli a lamelle al posto di quelli pieni.
Tasselli studiati per imprigionare la neve e far defluire l'acqua aumentando così l'aderenza nei mesi più freddi.
O, più comodamente, si riconoscono per una misteriosa sigla posta su un fianco del pneumatico, vicino al marchio di omologazione europeo (“E”) e magari vicino al disegno stilizzato di una montagna o di un fiocco di neve.

Quindi la principale differenza tra pneumatici estivi ed invernali è il battistrada. Un pneumatico invernale ha varie tacche nei blocchi del battistrada dette lamelle. A contatto con la superficie stradale queste lamelle si trasformano in una sorta di “denti di sega”, aumentando il grip su neve e ghiaccio, che riduce notevolmente lo spazio di frenata su neve e ghiaccio. Inoltre, l'aderenza in curva su strada e le caratteristiche su neve e ghiaccio risultano migliori.
Nel pneumatico estivo il battistrada non ha lamelle ed è caratterizzato da ampie scanalature longitudinali e blocchi laterali molto compatti; le scanalature longitudinali assicurano che l'acqua sia portata via in fretta, mentre i blocchi laterali garantiscono migliori prestazioni in curva.

La sigla più importante è “Ms”, scritto anche “M/S/”, “M-S”, “M&S”, e significa Mud and Snow, “fango e neve” in inglese.
È il codice di riconoscimento di un pneumatico invernale, un tempo detto gomma termica, e spesso impropriamente chiamato gomma da neve; ‘impropriamente’ perché non c'è bisogno di una strada innevata o ghiacciata per montarlo sull'auto e averne in cambio maggiore sicurezza ed estrema mobilità di guida.
È sufficiente l'asfalto scivoloso, un mix di acqua e fango, e una temperatura inferiore ai 7 gradi sopra lo zero, limite convenzionale sotto il quale normali gomme estive si induriscono troppo facendo scarsa presa sull'asfalto.

A nord delle Alpi la temperatura media invernale è costantemente al di sotto di questo limite e gli pneumatici invernali costituiscono quindi la regola; in Italia tale condizione ricorre similmente nelle regioni settentrionali mentre, spostandosi a sud, si verifica durante le ore notturne, le più fredde e pericolose per la guida, tanto che il rischio di incidenti cresce del 60%.

Le gomme invernali diventano molto utili garantendo prestazioni superiori in termini di tenuta di strada, precisione di guida e soprattutto spazio di frenata in condizioni anche critiche e indipendentemente dal tipo di trazione del veicolo: su un fondo bagnato, a 90 km orari, lo spazio di frenata si riduce del 15%, mentre su fondo innevato a 40 km orari addirittura del 50%.

Queste performance stanno convincendo molti guidatori al cambio invernale.
Il mercato è in forte sviluppo e le maggiori case produttrici stimano una crescita oltre il 30% in Europa tra il 2005 e il 2010.

In ottemperanza alla Direttiva del 16/1/2013 prot. n. RU/1580 sulla circolazione stradale in periodo invernale e in caso di emergenza neve de "Il Ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti" (ribadita dalla Circolare del MINISTERO DELLE INFRASTRUTTURE E DEI TRASPORTI DIPARTIMENTO PER I TRASPORTI, LA NAVIGAZIONE ED I SISTEMI INFORMATIVI E STATISTICI Direzione generale per la motorizzazione Divisione 3, datata 17/1/2014 prot. n. 1049 con oggetto "Impiego degli Pneumatici invernali") dal 2013 sono state emanate varie ordinanze da Province e Comuni, nonchè da Autostrade/ANAS.